Tutti gli articoli di Michele Pizzi

Un selfie per rendersi più attraenti? Questione di angolazione

La migliore inquadratura per farsi un autoscatto con lo smartphone -il famigerato ‘selfie’- non sembra essere la stessa, per uomini e donne e non è nemmeno casuale. Una specifica ricerca ha infatti definito che l’angolazione con cui viene effettuato lo scatto modifica la percezione e il giudizio dell’osservatore.

Da alcuni studi, emerge come le donne prediligano immagini prese dall’alto, allo scopo di evidenziare i loro caratteri giovanili e rendersi più attraenti. Gli uomini, al contrario, ambiscono ad apparire più ‘dominanti’, con selfie presi dal basso.

Il selfie dall'alto rende la figura femminile più sottile e giovanile

 

Gli autori dello studio spiegano che, dalla loro ricerca, le donne risultano giudicate effettivamente più interessanti quando le teste sono inclinate verso il basso e vengono visualizzate dall’alto, evidenziando particolari come l’avere grandi occhi e una fronte ampia, tratti specifici di giovinezza e di attrattività. Per gli uomini, la vista dal basso amplifica invece i segnali di dominanza, come l’altezza, le dimensioni e la mascella più prominente.

I ricercatori hanno inoltre scoperto che uomini e donne prendono immagini di sè da diverse angolazioni a seconda delle loro intenzioni: mentre le donne tendono a scattare selfie dall’alto quando cercano di rendersi più attraenti nei confronti di un potenziale ‘pubblico’ maschile, preferiscono uno scatto frontale quando l’immagine è invece rivolta ad altre donne.

Allo stesso modo, gli uomini tendono a scegliere inquadrature dal basso se l’obiettivo è l’altro sesso, preferendo lo scatto frontale se ritengono che la loro audience sia composta da altri uomini.

La vista dal basso enfatizza i caratteri del maschio dominante

La ricerca è stata ispirata dall’analisi dei profili pubblicati online sui siti di appuntamenti. In questi casi, si è notato che le donne scelgono effettivamente immagini con angolazioni dall’alto. Per le foto di incontri gli uomini non mostrano invece particolari preferenze ma, nella scelta delle immagini da pubblicare su siti professionali, come il social network Linkedin, la loro tendenza è di abbassare l’angolazione della fotocamera, con l’obiettivo di enfatizzare i propri tratti dominanti.

In sostanza, come accade anche in altre specie sociali, uomini e donne usano la loro postura fisica per gestire le impressioni sociali; una strategia che si può senz’altro ricondurre a profonde radici ancestrali ma che si mostra ‘aggiornata’, attraverso un uso prettamente umano delle nuove tecnologie.

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Riferimenti bibliografici:
Makhanova, McNulty, Maner. “Relative Physical Position as an Impression-Management Strategy: Sex Differences in Its Use and Implications” Psychological Science 28(5):567-577 – 2017 May.

Soffri di emicrania? Forse è colpa del fumo

Il tabacco agisce come un fattore scatenante per il mal di testa, in particolare per l’emicrania. Questa è la risultanza di uno studio -apparso sul Journal of Headache and Pain- che mostra come i fumatori abbiano più attacchi di emicrania e che fumare più di cinque sigarette al giorno facilita l’innesco di questo tipo di mal di testa.

Soffri di emicrania? Forse è colpa delle sigarette

 

L’influenza del tabacco come fattore scatenante, non causale, degli attacchi di emicrania ha prodotto storicamente dati contraddittori, nella letteratura scientifica. Le limitate ricerche precedenti il lavoro citato indicavano come il fumo potesse avere un effetto positivo, riducendo l’ansia, uno dei fattori scatenanti un attacco.

Gli studi che analizzano i collegamenti tra fumo ed emicrania sono spesso di parte

Julio Pascal, uno degli autori di questo ultimo studio, ricercatore al Neurology Unit of Marqués de Valdecilla, University Hospital (Santander) spiega: “Questa ricerca è innovativa, in quanto vi sono pochi studi su questo argomento, e tutti sono molto di parte. Ciò è dovuto alla sua complessità e alla necessità di formazione preliminare dei partecipanti.”

Un vantaggio dell’approccio utilizzato è che il campione scelto, 361 studenti di medicina presso l’Università di Salamanca, era pienamente consapevole di cosa fosse l’emicrania. Gli esperti, che hanno cercato la presenza o assenza di questo disturbo (e delle sue caratteristiche) nei soggetti e se questi fossero o meno fumatori, hanno garantito l’affidabilità dei risultati ottenuti, dal momento che la maggior parte delle indagini per questo tipo di studio avvengono invece per telefono, in modo casuale e con persone prive di conoscenza della malattia.

Fumare è una cura per il mal di testa? Falso: è più facile che scateni una crisi di emicraniaI risultati mostrano che il 16% degli studenti soddisfava i criteri di emicrania, mentre il 20% era fumatore. La percentuale di fumatori è più alta (29%) in coloro che soffrono anche di emicrania, mentre la frequenza di questo disturbo negli studenti che erano malati di emicrania e allo stesso tempo fumatori era chiaramente più elevata rispetto ai sofferenti di emicrania non fumatori.

Secondo Pascual, “il fumo è un fattore precipitante di questo tipo di cefalea, dal momento che la prevalenza di fumatori attivi è superiore di un terzo in chi soffre di emicrania e vi è una relazione diretta tra il numero di sigarette consumate e la frequenza degli attacchi.”

Bastano cinque sigarette per scatenare un attacco di emicrania

I ricercatori hanno sottolineato l’importanza del dosaggio: i risultati delle interviste rivelano che l’emicrania si verifica dopo cinque sigarette giornaliere. Inoltre, sebbene la percentuale di fumatori fosse più alta nelle persone con emicrania, questi soggetti hanno fumato meno dei soggetti fumatori non sofferenti di emicrania.

“Questo si spiega col fatto che essi stessi sapevano che se avessero superato le cinque sigarette al giorno, avrebbero avuto più probabilità di subire un attacco di emicrania. Il dolore stesso agisce come un fattore limitante”, spiega il neurologo, il quale tuttavia sostiene che “in nessun caso si dovrebbe suggerire di fumare a un soggetto sofferente di emicranie, pensando che questo possa migliorare le loro crisi! Anzi, se si fuma molto si dovrebbe ridurre la dose drasticamente.” Altrimenti la presunta auto-cura dell’emicrania finisce per diventare la sua causa.

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Riferimenti bibliografici:
L. López-Mesonero, S. Márquez, P. Parra, G. Gámez-Leyva, P. Muñoz y Julio Pascual. Smoking as a precipitating factor for migraine: a survey in medical students” The Journal of Headache and Pain 10(2):101-103, april 2009.

Dieci tecniche (complementari) per affrontare tutte le cose che abbiamo da fare

Uno degli esercizi più importanti: “Rallentate anche se avete la sensazione che sia sbagliato”. Provate a non fare assolutamente nulla per dieci minuti dopo aver finito un lavoro: più vi è difficile e più significa che ne avevate bisogno. http://goo.gl/bikak1

[Fonte: Internazionale.it]